ROMA, 7 apr. – “Tutti i dati e le previsioni che stanno uscendo in questi giorni e su cui si baserà la stesura del Def, il Documento di economia e finanza e del Pnr, il Programma nazionale di riforme, sono più il frutto di un’aspettativa che della realtà e per questo non fanno altro che generare ulteriore confusione”.

Così Gianpiero Samorì, presidente del Mir – Moderati in Rivoluzione e esponente di Forza Italia.

Se si leggono i giornali o si guarda la televisione sembra che l’Italia sia in piena ripresa – continua Samorì -. Se si parla con un artigiano, invece, si vede che gli hanno revocato i finanziamenti; se si parla con un imprenditore si vede che non ha più soldi per pagare i dipendenti; se si parla con un giovane si scopre che non gli concedono un mutuo; se si parla con un professionista si vede che non ha più il fido. La situazione è quindi ben diversa da quella che ci raccontano”.

“Io spero vivamente che l’economia dia un minimo segnale di inversione di tendenza ma – spiega Samorì -, se così fosse, non credo si tratterebbe di un fenomeno strutturale. Dopo tanti anni di crisi, infatti, un po’ di ripresa è normale ma illudersi che si tratti di una vera ripartenza sarebbe un errore. Questa non potrà avvenire se non riattivando il mercato del credito.”

Il punto vero rimane, infatti, quello dell’accesso al credito bancario. Non più una questione solo economica ma anche morale. Bloccando l’accesso al credito si blocca l’ascensore sociale e bloccando l’ascensore sociale si toglie alle nuove generazioni la possibilità di lavorare, produrre, consumare e creare benessere e ricchezza. Questo porterà il sistema Paese alla rovina e su questo punto non si sta facendo abbastanza”.

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