Roma, 3 ott. – “Potrei provare anche a comprendere il perché la Fiat ha deciso di delocalizzare: da un punto di vista produttivo un’azienda per sopravvivere deve necessariamente cercare di produrre nelle zone di forte consumo o basso costo del lavoro. Ma, prima di elogiare Marchionne, gli si dovrebbe anche ricordare quanto è costata all’Italia la Fiat”.

Così Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia e presidente dei Moderati in Rivoluzione (Mir), aggiunge: “Solo in termini di contributi la Fiat ci è costata 44 miliardi di euro ma sopratutto c’è costata tantissimo in termini di sviluppo e innovazione. Tutto il trasporto su gomma, la distruzione del trasporto fluviale e della rete ferroviaria è stata condizionata dalle richieste della Fiat di vendere auto e camion. La Fiat è complice del disastro del nostro territorio”.

“La cosa veramente scandalosa – conclude Samorì – è quella di aver portato infine la sede fiscale in Inghilterra. Questo è immorale. Non c’è nessuna giustificazione nell’abbandonare l’Italia che ti ha mantenuto per cent’anni, che ti ha salvata quattro volte, che ti è sempre venuta in contro. E’ una vergogna che Forza Italia dovrebbe mettere davanti al nostro Presidente del Consiglio: Renzi, vergognati di parlare e stringere la mano ad una persona che ha rinnegato per fini di vantaggio fiscale cent’anni di sacrifici e la storia di un intero Paese”.

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