ROMA, 5 mar. – “In questi giorni si sta discutendo in Commissione alla Camera la riforma delle banche popolari. In realtà quello che si sta andando a legiferare non è che lo specchio di un fatto già avvenuto. Purtroppo alcune delle grandi Banche Popolari italiane da tempo hanno perso la propria identità e le proprie caratteristiche, ossia di essere banche di territorio”.

Così Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia e presidente del Mir – Moderati in Rivoluzione, continua: “La legge, quindi, non fa altro che prendere atto di una metamorfosi che si è già verificata. Averle volute portare a livelli dimensionali non compatibili con il modello e la missione storica delle banche Popolari, averle portate nel mercato dei capitali di rischio, cioè quotate in borsa e, contemporaneamente, averle lasciato un assetto di governance basato sul voto capitario, ha snaturato queste banche. Per questo penso che la legge registri semplicemente una cosa che è già avvenuta, togliendo però potere alle oligarchie costruite all’interno della banca. Il tradimento del modello – conclude Samorì – si è già determinato”.

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