ROMA, 26 mar. –Perché in Italia non riescono a nascere nuove iniziative? E quando nascono non riescono a svilupparsi e a crescere? Perché l’Italia è un Paese conservatore, ed è talmente conservatore che anche dal punto di vista delle normative tutti i gatti vengono considerati neri di notte”.

Lo afferma Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia e presidente del Mir – Moderati in Rivoluzione.

“Non è possibile ipotizzare che determinati settori possano crescere se non si introducono degli elementi selvaggi nella fase iniziale – spiega Samorì -. E’ la storia del capitalismo a insegnarci questo. Senza uno spazio di de-regolamentazione nella fase iniziale non sarebbe mai partito niente. Senza una fase di crescita dove le regole sono pochissime, non si sarebbe mai sviluppato niente”.

“Non è possibile – continua Samorì – che oggi un albergo di sei piani a Rimini sia costretto a rispettare tutte e uguali normative di un hotel di duecento piani a New York. In un piccolo albergo questo carico di regolamentazione implica la paralisi. E, purtroppo, è proprio il rispetto di questa oppressione normativa a impedire la crescita e lo sviluppo delle nostre imprese”.

“Infine, se se si volesse davvero favorire lo sviluppo di certi settori, si dovrebbe defiscalizzare questi settori per un certo numero di anni. Una nuova azienda deve essere messa nelle condizioni per rimanere fiscalmente in regola ma deve anche essere messa nelle condizioni di svilupparsi. Non è possibile che tutto il guadagno di una nuova impresa sia bruciato in tasse. Tutti questi fattori – conclude Samorì – impediscono di fatto lo sviluppo e la crescita delle nostre imprese, costringendole a rimanere piccole”.    

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