ROMA, 21 nov. – “In questi mesi, dopo aver perso molto tempo a discutere di Senato, Legge elettorale, varie riforme eccetera, eccetera si continua a parlare di un tema che purtroppo in questo momento storico non è in grado di sbloccare la situazione. Mi riferisco al jobs act, cioè la nuova disciplina dei rapporti di lavoro. Lo stesso termine inglese, jobs act, la dice lunga: in Italia, infatti, quando si vuole nascondere la realtà, per prima cosa si usano termini inglesi così con l’inglesismo si costruiscono mondi arcani che mascherano i contenuti reali”.

Lo afferma Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia e presidente del Mir Moderati in Rivoluzione, che spiega: “Questi provvedimento, ad altissima carica emotiva, purtroppo si riveleranno inutili in termini di efficacia effettiva. Non è con i licenziamenti che si risolvono le crisi delle aziende e non è con la possibilità di licenziare che si risolvono i problemi di assunzione delle persone. Al contrario, i problemi delle aziende si risolvono creando le condizioni perché queste possano aumentare il proprio fatturato e i propri investimenti”.

“Le scelte da fare – continua Samorì – sono quindi altre: riattivare il credito a favore di famiglie e imprese e modificare l’intero modello di sviluppo con la consapevolezza che l’attuale sistema economico ha esaurito la propria capacità di produrre ricchezza. Se non modifichiamo l’intero modello di sviluppo non serve a niente cambiare le leggi sul lavoro, è come fare delle modifiche al tema senza accorgersi che non c’è più il tema”.

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