ROMA, 2 feb. – “Il modello della banca popolare in Italia è migliore di quello della banca capitalista, ma è costruito in maniera che non può funzionare. In questo modo verrà schiantato”.

Così Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia e presidente Bper Futura, spiega: “Per un immobilismo riformista si rischia di buttare via tutto quello che c’è di buono. Le banche popolari sono un ottimo strumento ma la loro gestione è stata pessima e sta portando alla loro distruzione”.

“Vorrei che a questo punto l’associazione nazionale delle banche popolari da qui al momento dell’entrata in vigore del decreto, proponesse alcune riforme quali: un consiglio dei dipendenti distinto dall’assemblea attraverso cui gli stessi dipendenti possano votare un proprio rappresentante in consiglio; la presenza in assemblea obbligatoria per i soci, senza messaggi o posta; la temporaneità degli incarichi dirigenziali. Questi semplici ma necessari accorgimenti – conclude Samorì – basterebbero per limitare gli abusi che in tutti questi anni sono stati perpetuati dalle dirigenze di alcune popolari e, forse, eviterebbero la loro conversione in S.p.A.”.

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