ROMA, 8 set. – “La Bce sa che il sistema bancario europeo (e non solo quello italiano) è sostanzialmente in default: non è più in grado di dare credito. Non può farlo perché deve ripianare tutte le nefandezze e gli errori che ha commesso negli scorsi anni. Ora Draghi, per legittimare nuovi interventi a favore delle banche e non degli Stati, ha affermato che questi interventi dovrebbero andare a favore di famiglie e imprese”.

Così Gianpiero Samorì, esponente di Forza Italia, a proposito della decisione della Bce di tagliare i tassi d’interesse.

“Il problema è che lo stesso Draghi non ha dato seguito sul piano normativo a queste sue intenzioni creando così un momento di forte ipocrisia e di aspettative che rimarranno inevitabilmente deluse” spiega Samorì.
“Infatti, se davvero la Bce avesse voluto che questi soldi (più di 200 miliardi offerti al sistema bancario italiano a costo zero) fossero andati a famiglie e imprese, lo avrebbe messo per iscritto. Sarebbe bastata una clausola che dicesse esplicitamente che gli istituti di credito che hanno ottenuto soldi o agevolazioni da parte della Bce e che non li hanno dati a a famiglie e imprese dovranno restituire le medesime somme alla Bce con gli stessi interessi percepiti”.

“Inoltre – continua Samorì – la Bce avrebbe dovuto disciplinare il tasso d’interesse con cui le banche prestano questi soldi a famiglie e imprese. Infatti, l’assenza di disciplina sul tasso di erogazione impedisce di fatto la riattivazione del credito in quanto un tasso d’interesse del 5, 6, 7, 8 per cento, in un momento di conclamata deflazione, è proibitivo per gran parte di famiglie e imprese che ovviamente non riuscirebbero a restituirlo con simili tassi”.

“Ecco quindi la grande ipocrisia: dare soldi in questo modo, cercando di salvare le banche anziché le famiglie e imprese, distrugge l’economia reale, che a sua volta per riflesso non potrà che danneggiare ulteriormente gli istituti di credito. Finché non sarà completamente azzerato questo sistema bancocentrico – conclude Samorì – non ci sarà ripresa in Italia”.

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